Il programma Erasmus for Young Entrepreneurs è spesso associato allo sviluppo d’impresa, all’apertura verso nuovi mercati e allo scambio di competenze tra imprenditori.
Per Asli Alpar di Muzir e per il giornalista investigativo Michele Calamaio, il programma è diventato anche un’occasione per riflettere su come lo storytelling visivo possa trasformarsi in una pratica editoriale sostenibile, capace di affrontare alcune delle più urgenti sfide ambientali e sociali contemporanee.
Lo scambio, avviato con l’accompagnamento di Project Ahead nell’ambito del programma Erasmus for Young Entrepreneurs, ha portato Michele a lavorare per tre mesi con Muzir. Fin dalla fase di preparazione, il percorso è stato costruito intorno all’incontro tra il suo profilo di reporter investigativo multimediale e analista della disinformazione e l’esperienza di Asli nel campo dello storytelling visivo e dell’imprenditorialità creativa.
Più che concentrarsi esclusivamente sull’illustrazione o sul giornalismo, il percorso di mentoring ha così esplorato l’intersezione tra produzione editoriale, imprenditorialità creativa e gestione d’impresa. Al centro della collaborazione c’è lo sviluppo di un nuovo modello di scrollytelling di lungo formato, che integra giornalismo investigativo, illustrazione, fotografia, mappe, materiali d’archivio ed elementi multimediali per costruire narrazioni digitali immersive.
Da un’idea editoriale a un’impresa sostenibile
Uno degli obiettivi principali dello scambio è stato comprendere che cosa significhi trasformare un’idea creativa in un’organizzazione capace di durare nel tempo.
Le sessioni di mentoring hanno quindi riguardato non soltanto gli aspetti più visibili della produzione creativa, ma anche ciò che consente a uno studio editoriale di funzionare e crescere: i processi decisionali, la leadership creativa, la gestione dei progetti e dei budget, le relazioni con clienti e partner e il coordinamento di professionalità diverse provenienti dal giornalismo, dall’illustrazione, dal design e dallo sviluppo digitale.
Un altro tema centrale è stato il rapporto tra indipendenza editoriale e sostenibilità: costruire collaborazioni con istituzioni, finanziatori e partner internazionali senza perdere identità e autonomia editoriale.
Un nuovo modello di storytelling ambientale
La dimensione imprenditoriale dello scambio si è sviluppata parallelamente alla progettazione di un nuovo reportage internazionale dedicato a Dersim (Tunceli), in Turchia. Il progetto esplora il modo in cui le comunità alevite locali preservano sistemi alimentari ancestrali, sementi autoctone e iniziative ecologiche guidate dalle donne in risposta al degrado ambientale e a modelli di sviluppo estrattivi.
Il reportage mette insieme giornalismo ambientale, antropologia e storytelling visivo, approfondendo il concetto di “ecologia sacra”: il modo in cui il rapporto culturale e spirituale con il paesaggio può contribuire alla tutela dell’ambiente e alla resilienza climatica.
Lavorare su un progetto reale ha permesso di affrontare concretamente questioni come la pianificazione editoriale, l’architettura narrativa, il budgeting, la ricerca di finanziamenti, la logistica della produzione e la costruzione di un linguaggio visivo capace di rendere accessibili questioni ambientali complesse.
Imparare l’imprenditorialità facendo
Il progetto Dersim è diventato così un vero e proprio laboratorio imprenditoriale. Ogni scelta editoriale ha aperto anche una domanda organizzativa: come costruire e coordinare un team multidisciplinare? Quali progetti meritano un investimento di tempo e risorse? Come può uno studio di visual storytelling raggiungere una sostenibilità economica che non dipenda esclusivamente dai grant?
Allo stesso tempo, Michele e Asli hanno lavorato sulle possibilità di sviluppo di un progetto editoriale oltre la sua prima pubblicazione. Un reportage può infatti trasformarsi in una mostra, in una risorsa educativa, in una performance di live journalism o in altri prodotti editoriali, raggiungendo nuovi pubblici. La questione non riguarda quindi soltanto come produrre un buon contenuto, ma come costruire intorno ad esso un’organizzazione riconoscibile, sostenibile e capace di generare valore nel tempo.
Lo scambio continua
La collaborazione proseguirà nella seconda fase della mobilità Erasmus, prevista da ottobre a dicembre 2026. Il lavoro si concentrerà su leadership e governance, crescita internazionale, fundraising, proprietà intellettuale, sviluppo dell’audience e creazione della piattaforma digitale che ospiterà l’esperienza di scrollytelling.
Una nuova fase per continuare a sperimentare, attraverso un progetto concreto, il rapporto tra innovazione editoriale e sostenibilità imprenditoriale.
Buon lavoro Michele!








